Vercelli Book, ovvero un prezioso manoscritto anglosassone, risalente alla fine del X secolo, conservato nella Biblioteca Capitolare di Vercelli. Conosciuto anche come Codex Vercellensis o Biblioteca Capitolare CXVII, è uno dei quattro principali codici di poesia in inglese antico, insieme al Beowulf Manuscript, al Junius 11 e all’Exeter Book. Raccoglie sei poemi e ventitré testi in prosa, prevalentemente di carattere religioso e devozionale, tra cui capolavori come The Dream of the Rood e opere attribuite a Cynewulf.
Il manoscritto, probabilmente portato a Vercelli da un pellegrino anglosassone, era forse un compagno devozionale usato durante i viaggi, unito alla pratica diffusa di donare libri alle chiese. Non presenta annotazioni, il che suggerisce un uso privato o limitato. La sua presenza a Vercelli è documentata dal XVII secolo, ma potrebbe esservi giunto già nell’XI secolo.
Negli ultimi anni, il Vercelli Book è stato oggetto di approfonditi studi scientifici e tecnici. Analisi multispettrali e diagnostiche, come quelle condotte dal Lazarus Project nel 2013, hanno permesso di esplorarne i materiali e i contenuti con nuove tecnologie. Inoltre, la Biblioteca Capitolare partecipa a progetti internazionali come l’ECHOE, dedicato allo studio delle omelie in inglese antico, e collabora con centri accademici di eccellenza per la sua valorizzazione.
Il Vercelli Book è oggi un punto di riferimento per gli studiosi di letteratura anglosassone e paleografia medievale, contribuendo a preservare e approfondire la comprensione di una cultura lontana ma fondamentale per la storia europea.
Forse potrebbe interessarti anche:
Matilde di Canossa: la contessa femminista
Saint Denis e l’invenzione del Gotico
Decima edizione del Festival del Medioevo
Non sparamiar niuno! Narciso d’Autore al Festival del Medioevo 2023
Il Cassero e la sicurezza in città




