IL MATERANO: colline, dirupi, calanchi e vecchi borghi. 23/26 Maggio.

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Il paese fantasma di Craco

Nel viaggio a Matera Narciso d’Autore non si limiterà ad una approfondita visita del Capoluogo: il Materano e le sue bellezze spesso aspre, selvagge ed inaspettate, saranno oggetto di un tour approfondito.

Siamo nella zona orientale della Basilicata, nella parte sudorientale della Penisola. Una provincia in parte marittima e pianeggiante con le belle spiagge sabbiose dello Jonio, in parte collinare con rilievi profondamente incisi dalle acque e dal vento ai piedi dell’appennino lucano.

Un clima piuttosto secco, siccitoso nelle lunghe e caldi estati, ma anche abbastanza freddo d’inverno per l’esposizione alle correnti nordorientali che portano frequentemente la neve anche sui sassi.

Ebbene proprio in virtù delle particolari condizioni ambientali una delle peculiarità del Materano sono sicuramente i calanchi. Geomorficamente sono definiti come il risultato dell’erosione del terreno che si produce per l’effetto di dilavamento delle acque su rocce argillose degradate, con scarsa copertura vegetale e quindi poco protette dal ruscellamento. 
Il paesaggio che si è creato è aspro e suggestivo. La disposizione dei calanchi dà vita a forme spettacolari: a spina di pesce, a raggiera o a pettine.

Le frane e il dilavamento del territorio in alcuni casi hanno riguardato anche insediamenti abitativi: fra tutti spicca il Caso di Craco. Città di probabile fondazione greca, poi bizantina e ancora normanna, sede dal 1276 di Universitas dopo secoli di storia fu progressivamente abbandonata nel corso del 900 a causa di imponenti frane divenendo il paese fantasma più famoso d’Italia. Craco infatti è rimasta intatta, trasformandosi in una vera ghost town. Nel 2010, il borgo è entrato nella lista dei monumenti da salvaguardare redatta dal Wordl Monument Funds e si è affermata come uno dei luoghi simbolo della provincia.

Altra caratteristica del Materano sono le tracce nei dialetti, in alcune ricette e in taluni insediamenti abitativi, delle antiche popolazioni saracene che si erano stanziate presso le alture della zona. Fra tutti spicca la Rabatana di Tursi. E’ stata il primo nucleo abitativo del piccolo borgo, ed è letteralmente circondata per ogni lato da profondi e inaccessibili burroni. Verso l’anno 850 la zona fu abitata dai Saraceni, che lasciarono profonde tracce nell’architettura e nel dialetto locale. A ricordo dei loro villaggi arabi, i Saraceni denominarono il luogo Rabatana, da Rabat o Rabhàdi o Arabum. La Rabatana, per l’ottima posizione di difesa, continuò a ingranditrsi anche sotto il dominio bizantino e anche dopo la cacciata dei Saraceni dal Materano rimane una testimonianza preziosa di quell’antica civiltà.

Tutto quanto descritto verrà visitato durante il viaggio a Matera organizzato da Narciso d’Autore. Per saperne di più clicca direttamente.

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Info e prenotazioni

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Tel. 348 7678879


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