MERCATO CENTRALE MILANO. VISITATO A UN MESE DALL’APERTURA

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Abbiamo visitato il Mercto Centrale ad un mese dalla sua apertura. Botteghe, ristoranti e spazi di socialità nei sotterranei della stazione centrale di Milano.
Mercato Centrale di Milano

Mercato centrale di Milano è un nuovo concept commerciale aperto negli enormi spazi sotterranei della Stazione Centrale di Milano. L’edificio infatti era dotato di vastissimi spazi destinati ai sottoservizi di stazione e alla movimentazione delle merci. La tecnologia ha miniaturizzato gli apparati tecnici e le merci non arrivano più in città dalla centrale. Di conseguenza gli spazi sono stati progressivamente abbandonati e tranne qualche piccolo esperimento commerciale condotto negli anni senza troppa convinzione, l’abbandono e il degrado sono inevitabilmente arrivati.

Il progetto del Mercato Centrale è stata quindi una ghiotta occasione per rimettere in gioco questi spazi. Situati in una zona non troppo centrale ma, grazie alla presenza dell’hub ferroviario, delle linee metropolitane e di tutti i mezzi pubblici che in centrale convergono, interessati da un elevatissimo traffico di passeggeri. 7 giorni su 7. E così, ispirandosi ai vecchi mercati che in tutte le città italiane ed europee animano i commerci cittadini, naturali discendenti degli antichi mercati medievali che anche a Milano avevano creato ricchezza in città, nasce il progetto del nuovo mercato centrale.

Aperto da circa un mese con una superficie commerciale di circa 4.500 metri quadrati e 2 piani il Mercato commerciale ambisce a svolgere almeno 3 funzioni complementari tra loro. La presenza di botteghe vere e proprie, come in tutti i mercati, in cui poter reperire tutti i generi alimentari. Degno di nota il comparto ittico, grande tradizione per Milano. In secondo luogo punti di ristoro in cui poter gustare piatti pronti di qualunque specialità: primi, secondi di carne, di pesce, biologici, vegetali. Dai meno impegnativi modello fast food (senza nessun brand multinazionale) ai più ricercati e particolari. Infine la socialità. In larga parte conseguenza naturale del food district ma anche alimentata da spazi appositamente riservati per eventi culturali e musicali aperti al pubblico.

Tocco finale che contraddistingue tutte le attività è la ricerca della qualità, nel solco della migliore tradizione culinaria italiana, la selezione di materie prime pregiate e con la filiera più corta possibile. Numerosi i ristoranti regionali, succursali di prestigiosi locali situati nella penisola. E anche i ravioli cinesi utilizzano ad esempio carni e prodotti rigorosamente Made in Italy.

A distanza di un mese circa dall’apertura, oggi, sabato 9 ottobre, abbiamo visitato il Mercato Centrale. Alle 14.30 circa gli spazi erano davvero pieni; le botteghe affollate e i tavoli dei ristoranti quasi tutti pieni. Il tutto all’interno di spazi da vecchio opificio industriale. Ristrutturati, ma assolutamente dotati di una forte personalità. La formula quindi sembra incontrare successo. E noi ce lo auguriamo. Per l’indotto e l’occupazione creati e per il contributo contro la marginalità e un disagio crescente delle vie situate nella zona nord occidentale della Stazione Centrale. Visitatelo e fateci sapere cosa ne pensate. Incrociamo le dita!

Stefano Gibilisco

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