L’AQUILA 2026: CAPITALE ITALIANA DELLA CULTURA

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L'Aquila 2026. Ovvero la nuova capitale italiana della cultura dopo Pesaro 2024 e Agrigento 2025
L'Aquila 2026. Basilica di Collemaggio

L’Aquila 2026 è la nuova capitale italiana della cultura appena nominata! Dopo Pesaro 2024, Agrigento 2025 sarà la volta nel 2026 del capoluogo abruzzese.

Si tratta sicuramente di una città molto particolare. Intanto per la sua favorevole posizione naturale: situata a circa 800 metri di altezza la città si trova al centro del medesimo altipiano, subito alle pendici del Gran Sasso d’Italia. Ovvero della cima più alta dell’appennino che, ammantata di neve per molti mesi all’anno, dona alla città un atmosfera tipica di latitudini decisamente più settentrionali.

Poi la sua storia che ha origine circa 700 anni fa quando, secondo la leggenda, 99 castelli della conca aquilana si unirono per fondare la città. E fu una storia di successo. Tanto che per molti anni l’Aquila divenne la terza città più importante del Regno di Napoli, preceduta soltanto dalla capitale appunto e da Palermo. Ed ecco spiegata l’esistenza della magnifica fontana delle 99 cannelle.

Infine, tristemente, per il disastroso terremoto che ha duramente colpito la città nel 2009, causando enormi distruzioni e la morte di centinaia di persone. Quell’episodio ha segnato per sempre la storia del capoluogo. E ad un certo punto è sembrato quasi che fosse giunta la fine di tutto. Poi, lentamente, dopo che per anni tutto il centro storico era diventato zona rossa e di fatto impenetrabile ai più, i restauri sono cominciati e il volto della città è stato pian piano riportato alla luce. E, caso unico in Italia ma forse al mondo, è nato un “antico moderno”. Vie, vicoli, piazze e palazzi storici sono stati recuperati, ricostruiti e restaurati e l’immenso patrimonio architettonico è stato rimesso a nuovo.

I lavori non sono ancora terminati. E siamo sicuri che anche l’Aquila 2026 vedrà ancora molte gru al lavoro. Con il classico skyline che caratterizza ormai da anni lo scenario del colle ove sorge il centro storico. Ma i lavori di risanamento già portati a termine sono impressionanti. E ci regalano un centro storico medievale completamente ripulito, maestoso e tutto da godere. Ovunque si notano portali, piazze, chiese e cortili nobiliari con alle spalle secoli di storia ma un presente fatto di restauro, consolidamento e messa a lucido come in nessun altra città italiana. E’ il trionfo dell’antico moderno, con una sensazione unica e diversa da tutte le altre città.

Certo ci sono ancora ferite aperte ed interi isolati ancora da recuperare con ancora i crolli e le macerie del 2009. Ma il titolo di capitale italiana della cultura ci sembra un doveroso riconoscimento alle sofferenze e alla tenacia degli aquilani. E i fondi che arriveranno contribuiranno sicuramente ad una ulteriore accelerazione del recupero della città in maniera tale che l’Aquila 2026 possa ricordare i suoi morti ma anche celebrare la missione compiuta del ritorno alla vita dell’Aquila, dell’Abruzzo e delle sue verdi montagne.

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