LA FESTA DELLA PORCHETTA A BOLOGNA

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La festa della Porchetta a Bologna si svolse per più di cinque secoli
Giulio Cesare Croce, La vera historia della piacevoliss. festa della porchetta, che si fa ogn’ anno in Bologna il giorno di S. Bartolomeo, 1599. Biblioteca Archiginnasio Bologna

La festa della Porchetta a Bologna è tra le più antiche manifestazioni gastronomiche italiane. La sua origine risale addirittura al pieno Medioevo e conferma l’importanza della cucina nella cultura della penisola italiana. Ricordiamo infatti che proprio in Italia è stata scritta la prima raccolta di ricette al mondo. Ma passiamo la parola al Festival del Medioevo.

La festa della Porchetta a Bologna si ebbe dalla metà del XIII secolo fino al 1796, il 24 di agosto di ogni anno. Tradizione antica e assai singolare che per più di cinque secoli caratterizzò la fine delle estati bolognesi.

Generalmente, la mattina del 24 agosto era dedicata alle funzioni religiose che avevano luogo nella chiesa di San Bartolomeo, alle quali presenziavano le più alte cariche del governo bolognese. Verso l’ora di pranzo, gli Anziani Consoli facevano portare solennemente dallo Scalco una porchetta arrostita in dono al Legato o Vicelegato, dopodiché, verso le quattro del pomeriggio, tutti insieme si recavano ad assistere alla festa che aveva luogo in Piazza Maggiore. Lì venivano allestite rappresentazioni teatrali, scene di caccia, favole in musica e giochi di equilibrismo a cui prendevano parte anche attori e musici provenienti dall’estero.

Il momento clou della festa arrivava però verso sera, quando dal balcone del palazzo comunale, lo Scalco degli Anziani mostrava solennemente al pubblico una grossa porchetta arrostita e dopo averne trinciato le carni, la gettava di sotto, accompagnato da un concerto di “musici e trombetti” e dai nobili che dai balconi e dalle finestre circostanti elargivano volatili e cacciagione, monete d’oro e d’argento, dando inizio alla così detta Colta.

La festa della Porchetta a Bologna dava spesso origine a zuffe e risse tra i presenti, che poco dopo erano interrotte da uno scroscio di brodo che, sempre dalla Renghiera, veniva versato sulle teste dei contendenti. Infine, l’incendio di una girandola o di fuochi artificiali concludeva i festeggiamenti a tarda notte.


Attualmente non è possibile affermare con certezza quali potessero essere le origini del palio. Tra le numerose ipotesi che sono state fatte, fra le più citate vi è una leggenda che ha per protagoniste le famiglie Geremei e Lambertazzi. Che, a Bologna, sostenevano rispettivamente la fazione guelfa e ghibellina. Secondo tale versione, nell’anno 1281 i Lambertazzi, cacciati da Bologna, si rifugiarono a Faenza e lì commisero il furto di un maiale a danno di un gentiluomo faentino, Tebaldello Zambrasi.

Questi per vendicarsi, dopo aver consegnato la chiave di una delle porte della città di Faenza ai Geremei si, si finse pazzo e con continui schiamazzi e colpi alle porte del palazzo dei Lambertazzi, li indusse a non far più caso a eventuali rumori notturni. I Geremei furono quindi liberi di entrare in città e fare scempio della famiglia nemica. Da allora, il 24 di agosto, giorno della strage, a ricordo della vittoria dei Geremei sarebbe stata celebrata la festa della Porchetta a Bologna.

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