LUCA SIGNORELLI. UNO DEI PROTAGONISTI DEL RINASCIMENTO ITALIANO

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Particolare dell'opera di Luca Signoelli
Particolare dell'opera di Luca Signoelli

Luca Signorelli con i suoi raffinati affreschi sarà una delle gemme del nostro viaggio alla scoparta delle meraviglie di Orvieto.

La cittadina Umbra costituisce un vero e proprio scrigno di monumenti, opere d’arte e maraviglie racchiusi in un tessuto urbano unico ed orgiginale. Circondato da antiche mura, sulla cima di una rupe che domina buona parte della Tuscia. Costruito quasi interamente di tufo, roccia di origine magmatica che domina la zona, Orvieto è sicuramente tra i boghi più affascinanti d’Italia.

Simbolo della città è la sua maestosa catterdale, capolavoro gotico-rinascimentale. Al suo interno possiamo ammirare innumerevoli pareti affrescate dai grandi maestri della pittura italiana: Beato Angelico, Benozzo Gozzoli ed uno superbo Luca Signorelli.

Gli affreschi nella Cappella di S. Brizio del Duomo di Orvieto sono infatti il capolavoro di Luca Signorelli. In essa possiamo trovare opere come la predicazione dell’Anticristo, la Fine del mondo, Il Giudizio Universale e la Resurrezione dei morti. La scelta del tema si addiceva particolarmente bene al clima che si respirava all’epoca, alle soglie di un nuovo secolo e della metà del millennio, in una situazione politica di guerre e incertezza che alimentavano più che mai le teorie millenaristiche.

Sermone e gesti dell’Anticristo.

In una delle scene più celebri, la Predica e fatti dell’Anticristo, Signorelli, con grande inventiva e spirito teatrale, mostrò il finto-Gesù che, sebbene somigliante e capace di compiere miracoli, arringa la folla col demonio che gli suggerisce le parole all’orecchio e muove le sue braccia come un pupazzo, mentre tutt’intorno a lui,  l’umanità degenerata si abbandona ad ogni sorta di crimine come i massacri, esecuzioni sommarie, prostituzione, furti.

Alcuni dicono che gli avvenimenti ricordano i contemporanei fiorentini, con Savonarola, il “falso profeta”, che seduce la folla prima di venire smascherato e condannato. Nella scena Signorelli si auto-ritrasse a lato, in piedi con lo sguardo fiero, “come un regista compiaciuto per la riuscita del suo spettacolo e si presenta alla platea per ricevere l’applauso”.

L’opera di Luca Signorelli sarà prima introdotta e commentata con un focus seminariale introduttivo che terremo in hotel, comodamente seduti nella sala conferenze.

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