CRISI DA PANDEMIA: MILANO IN AFFANNO

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Crisi: il momento è difficile . Ne fanno le spese i negozi di San Babila
Crisi: il momento è difficile . Ne fanno le spese i negozi di San Babila

Crisi a Milano. La città stava provando a rialzarsi dallo scossone subito con la pandemia di primavera. La seconda ondata è arrivata prima, veloce implacabile. Con numeri mai tanto elevati.

E nel giro di pochi giorni Milano, già priva di turisti italiani e stranieri, ha ricominciato a svuotarsi. Dopo tante polemiche per i mezzi pubblici troppo affollati adesso si viaggia “comodamente”. E come in primavera sono le aree centrali quelle più in sofferenza.

Del resto le grandi aziende, il settore finanziario e gli uffici pubblici stanno utilizzando lo smart working al massimo; i pendolari sono pochissimi, lo shopping non è in cima alle priorità di molti.

Infine, novità degli ultimi giorni, la chiusura di palestre, cinema, teatri e di bar e ristoranti dopo le 18.00 ha dato il colpo di grazia. La crisi adesso morde davvero. E la tradizionale operosità della città, suo segno distintivo per eccellenza, è inceppata. Il disorientamento regna sovrano.

Era dunque facile prevedere manifestazioni e proteste da parte delle categorie sociali: non tutti possono ricorrere al telelavoro e le attività “non indispensabili” lo sono drammaticamente per chi ci lavora.

Purtroppo, alle sacrosante manifestazioni si sono unite, in alcuni casi, frange di estremisti che hanno trasformato in guerriglia le proteste. E’ successo così pochi giorni fa. A farci le spese, beffa che si unisce al danno, sono state proprio alcune delle attività commerciali tra le più colpite dalla crisi. Drammatiche le scene in particolare nella zona di San Babila dove le vetrine infrante o divelte sono state moltissime.

Scenari già viste a Milano. Ma in altre epoche e in altri contesti. La violenza ovviamente non è mai giustificabile. Ma quanto visto è un segnale inequivocabile che il disagio è in forte crescita e la crisi sanitaria sta diventanto economica e sociale.

Continuando a testimoniare quello che accade non possiamo fare altro che esprimere la nostra solidarietà a tutte le categorie economiche coinvolte dalla crisi. Provare una vicinanza ancora maggiore per le attività danneggiate fisicamente dagli atti vandalici subiti. Invitare tutti quelli che possono, tenendo conto delle restrizioni legate alla pandemia, a sostenere le filiere colpite dalla crisi: la cultura, i bar, la ristorazione, il commercio, il turismo.

Concludiamo sapendo che tutto questo finirà: il momento è difficile e la crisi è in peggioramento. Ma il mondo non finisce qui. Siamo certi che Milano, adesso come un leone in gabbia, appena il Virus allenterà la sua presa si libererà e tornerà a ruggire. Certo ci saranno le ferite da curare e alcuni equilibri saranno mutati per sempre. Ma la reputazione di locomotiva economica italiana ed europea verrà mantenuta. Sono molte le competenze, le risorse, le ricchezze materiali e sociali che si sono mobilitate negli ultimi anni.

Questo patrimonio non è perso: deve solo attendere il momento propizio per tornare a sprigionare l’energia vitale che accenderà, come già avvenuto fino a pochi mesi fa, la corsa delle città verso il futuro. E noi di Narciso d’Autore, nel nostro piccolo, ne faremo parte! Continuate a seguirci.

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