BRESCIA CAPITALE ITALIANA CULTURA 2023

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Brescia Capitale Italiana della cultura 2023. La grande mostra della Pinacoteca Tosio Martinengo: a breve le nostre prime visite guidate.
Brescia Capitale cultura 2023

Brescia capitale italiana cultura del 2023, insieme con la vicina Bergamo. Il 2023 è arrivato e le 2 città lombarde sono la nuova capitale della cultura italiana, ricevendo lo scettro da Procida 2022. E dopo aver parlato di Bergamo stavolta approfondiamo uno dei grandi eventi che si svolgeranno a Brescia.

Ci riferiamo alla grande Mostra “Lotto, Romanino, Moretto, Ceruti. I campioni della Pittura a Brescia e Bergamo”.

BRESCIA CAPITALE ITALIANA CULTURA: PALAZZO MARTINENGO

Attraverso 80 capolavori, per la prima volta, verranno messi a confronto diretto i più grandi pittori attivi nelle due città tra Rinascimento e Barocco, dando vita a un derby culturale che proseguirà al piano nobile del Palazzo con quattro approfondimenti che indagheranno argomenti caratterizzanti la storia e l’identità di Brescia e Bergamo.

Dal 21 gennaio all’11 giugno 2023, Palazzo Martinengo a Brescia accoglierà i capolavori dei più importanti maestri dell’arte attivi tra il Cinquecento e il Settecento a Brescia e Bergamo.

L’esposizione, una delle più attese del programma per “Bergamo Brescia Capitale Italiana della Cultura 2023”, curata da Davide Dotti, organizzata dall’Associazione Amici di Palazzo Martinengo, col patrocinio della Provincia di Brescia, del Comune di Brescia, del Comune di Bergamo, della Fondazione Provincia di Brescia Eventi, presenta una selezione di oltre ottanta capolavori provenienti da collezioni pubbliche e private sia italiane che estere, che darà vita a un vero e proprio derby culturale e artistico: i lavori dei grandi maestri bresciani del Rinascimento quali FoppaMorettoRomanino, Savoldo Gambara saranno messi a confronto con quelli dei bergamaschi MoroniPalma il Vecchio, Cariani, Previtali Lotto – che visse e lavorò per oltre dodici anni nella Città dei Mille – per comprendere come il comune substrato culturale lombardo, ravvivato dalle novità proposte dai pittori veneziani (Bellini e Tiziano in primis), abbia dato vita a linguaggi espressivi in alcuni casi similari, in altri antitetici.

Di estremo interesse sarà poi avvicinare tele eseguite nel corso del quinto decennio del ‘500 da Moretto e da Moroni che, in quegli anni, si trovava a Brescia nella bottega del Bonvicino, da cui assimilò quell’intenso naturalismo che caratterizza la poetica del genio bresciano.

Lo stesso inedito ed emozionante parallelo tra gli esponenti delle due scuole pittoriche verrà proposto nelle sale successive dedicate al tema della “ritrattistica” – MoroniCeresa Fra Galgario da un lato, BellottiCifrondi Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto dall’altro -, della “pittura barocca”, della “natura morta” – Baschenis Bettera campioni nella Città dei Mille, Rasio Duranti in quella della Leonessa – e della “pittura di genere” dove protagonisti saranno gli irriverenti dipinti con nani e pigmei di Bocchi e dell’allievo bergamasco Albrici, i paesaggi di Roncelli e i rustici interni di cascinali e osterie di Botti.

Nei prossimi giorni vareremo il programma di visite dedicato a Brescia Capitale Italiana della Cultura: non perdetevi i nostri appuntamenti!

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